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Morpho blu, un’impercettibile danza che incanta, dal 3 maggio presso l’Atelier di Pittura Giuliano Fazzari

L’Associazione Oltreimari in collaborazione con l’Associazione Emozione Natura, inaugura il nuovo evento  “Morpho Blu, un’impercettibile danza che incanta” che avrà inizio venerdì 3 Maggio dalle ore 10,00e siconcluderà il 13 maggio  presso l’Atelier di Pittura Giuliano Fazzari  in Via A. Cimino 13 Reggio Calabria

Un’iniziativa originale che mette insieme natura e arte, inserita all’interno dello studio dell’artista internazionale Giuliano Fazzari. Per la prima volta l’atelier del pittore si tinge di blu, per accogliere  l’incantevole volo delle farfalle.

Si approfondirà il grande tema della biodiversità insieme agli entomologi dell’associazione “Emozione Natura” che guideranno i visitatori a immergersi nell’affascinante mondo delle farfalle, svelando le loro tecniche adattative e tante curiosità, il tutto inserito nell’incantevole scenario dell’arte contemporanea. 

Durante tutto il periodo dell’evento, ci sarà un programma ricco di performance serali,con artisti nazionali ed internazionali, seminari didattici e laboratori artistici, con proiezioni durante l’arco della giornata.

Tra le performance serali, il 10 Maggio potremo assistere ad un live painting, con il pittore Giuliano Fazzari, immersi tra natura e musica, potremo lasciarci rapire dai colori naturali creati dall’artista che insieme all’impercettibile danza delle farfalle, ci trasporterà in un mondo di colori e sensazioni, capaci di liberare le nostre ali!Una esperienza di forte impatto emotivo ed artistico come solo la leggerezza dell’arte è capace di creare! La tela e le farfalle si uniranno in una danza che incanta!!

A concludere le serate di performance e concerti, il 12 Maggio alle 21,30, ricordiamo l’imperdibile concerto dei MATTANZA, che si esibiranno live immersi tra le farfalle.

L’evento vuole stimolare le nuove generazioni all’educazione ambientale ed artistica, fondamentali per preparare i ragazzi  alla vita. L’arte coinvolge tutte le generazioni, sulla base del principio che ognuna di esse ha qualcosa da imparare dalle altre. 

Vi aspettiamo, prenotazione obbligatoria.

Per informazioni :Associazione Culturale Oltreimari

Web : www.oltreimari.org – Email : morphoblu@oltreimari.org – Tel 320 0638712

Nella Giornata Mondiale dell’Autismo, Reggio si veste di blu

Il 2 aprile si celebra La giornata mondiale per la consapevolezza sull’autismo, un giorno riconosciuto a livello internazionale per incoraggiare gli Stati membri delle Nazioni Unite a prendere misure per sensibilizzare riguardo le persone con autismo in tutto il mondo.

La giornata è stata designata dalla risoluzione 62/139. Giornata mondiale per la consapevolezza sull’autismo dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, approvata in Consiglio il 1º novembre 2007 e adottata il 18 dicembre 2007.

Come ogni anno in molte città italiane e del mondo verranno illuminati di blu i più importanti monumenti a testimonianza della vicinanza della comunità alle persone con autismo e alle loro famiglie.

Naturalmente anche Reggio da il suo contributo, e non lo fa solo illuminando i suoi palazzi di blu, ma anche con un flashmob artistico, che ha visto la centralissima piazza Italia, ricoprirsi di barchette di carta colorate, simbolo di un viaggio verso un diverso modo di essere, ed di intendere l’autismo.

Il flashmob è stato realizato dall’associazione sportiva dilettantistica @bilmente presente sul territorio, all’interno del progetto Spin con Cusi e Cus Reggio Calabria per lo sport e l’inclusione, l’iniziativa è stata patrocinata dal Comune di Reggio Calabria.

Parte il crowdfunding per il ContaminAzioni Festival

L’associazione culturale Magnolia, in collaborazione con l’associazione GAStretto, ADEXO, SPAZIO TEATRO, CATARTICA, PAGLIACCI CLANDESTINI, TRAME SOLIDALI, REVULVER STUDIO, CSOA ANGELINA CARTELLA, CSC NUVOLA ROSSA e TERRE del SUD, all’interno di un percorso di attività sociali e artistiche nel tessuto reggino, intende realizzare un evento che parta dalla periferia Sud di Reggio Calabria, per arrivare al Centro Storico.

Attraverso il linguaggio artistico del teatro , della musica , delle autoproduzioni artigianali , ContaminAzioni festival vuole ricreare connessioni con i luoghi e le persone, “uscire fuori” , non come evento isolato e occasionale, ma frutto di un excursus, un metodo che attraverso le diverse professionalità, valorizzi le competenze di ciascuno.

Un Festival che vorremmo realizzare, grazie ai contributi dal basso, SABATO 29 e DOMENICA 30 GIUGNO 2019 , presso Piazza Castello a Reggio Calabria , e che vedrà il coinvolgimento di artisti, artigiani, produttori locali e molti altri. Una due giorni di teatro, mostre, musica live, giocolieri, degustazione di prodotti naturali a km0, ecc.

Sarà una Festa gratuita ed aperta alla comunità!


Il video è stato realizzato da Claudio Martino

Obiettivi:

· Facilitare percorsi di contaminazione urbana attraverso un festival culturale e artistico, dalla periferia sud al Centro cittadino.

· Riappropriarsi degli spazi pubblici, la piazza, agorà, luogo di incontro e scambio tra i partecipanti e gli artisti per restituire bellezza.

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https://www.produzionidalbasso.com/project/contaminazioni-festival/?fbclid=IwAR2H1T_lERWOI4etq_yT9vUczS3zpYXgCp8XjhnSXGaSNWsWVogcv0mio50

Grande partecipazione a Seminara per le Giornate FAI di Primavera 2019

(foto di Roberto Canzoneri) Grande partecipazione a Seminara per questo fine settimana dedicato alle Giornata FAI di Primavera 2019. La Chiesa di San Marco Evangelista e la Basilica Santuario della Madonna dei Poveri, ma anche il vecchio borgo dei Pignatari insieme al museo loro dedicato rivivono negli occhi entusiasti dei visitatori.

Seminara 24 marzo 2019

L’iniziativa Global Greening, colora di verde Reggio

Il 17 marzo è ormai notoriamente, il giorno di San Patrick (San Patrizio), santo patrono dell’Irlanda, che grazie alla globalizzazione ormai viene festeggiato nel mondo, con fiumi di birra, è colorandosi di verde ,colore identificativo dell’Irlanda e del suo patrono, ma anche delle tante creature del mito irlandese.


.Il 17 marzo è ormai notoriamente, il giorno di San Patrick (San Patrizio), santo patrono dell’Irlanda, che grazie alla globalizzazione ormai viene festeggiato nel mondo, con fiumi di birra, e colorandosi di verde, colore identificativo dell’Irlanda e del suo patrono, ma anche delle tante creature del mito irlandese. Tutto il mondo ha omaggiato l’isola verde e anche in Italia, hanno cambiato colore il Colosseo e l’Ambasciata d’Irlanda a Roma, la Torre Pendente di Pisa, il Pozzo di San Patrizio, la Fortezza Albornoz e il Palazzo Municipale a Orvieto, Castel Nuovo (Maschio Angioino) e Castel dell’Ovo a Napoli, il Gazebo di Terrazza Mascagni e il Cisternino di città a Livorno, il Palazzo ex Convento dell’Annunziata a Matera, la Cascata Isola del Liri (in provincia di Frosinone), Piazza Mercurio a Massa e il Fidenza Village di Fidenza. Quindi tutto il mondo si vestirà di verde, in Italia, cambieranno colore il Colosseo e l’Ambasciata d’Irlanda a Roma, la Torre Pendente di Pisa, il Pozzo di San Patrizio, la Fortezza Albornoz e il Palazzo Municipale a Orvieto, Castel Nuovo (Maschio Angioino) e Castel dell’Ovo a Napoli, il Gazebo di Terrazza Mascagni e il Cisternino di città a Livorno, il Palazzo ex Convento dell’Annunziata a Matera, la Cascata Isola del Liri (in provincia di Frosinone), Piazza Mercurio a Massa e il Fidenza Village di Fidenza.

Ed anche Reggio Calabria ha deciso di partecipare alla decima edizione dell’iniziativa Global Greening, promossa da Turismo Irlandese, tingendo di verde. il Castello Aragonese e la Sala dei Bronzi di Riace nel Museo Archeologico di Reggio Calabria, accodandosi cosi, a più di 380 monumenti e siti nel mondo che si sono tinti In occasione della festa di San Patrizio Anche quest’anno Instagram si è popolato di foto di monumenti, torri e siti illuminati di verde grazie a #Italialovegreen, il contest organizzato da Turismo Irlandese in occasione del Global Greening.

Seminara protagonista delle Giornate FAI di Primavera

La Delegazione Fai di Reggio Calabria è pronta, anche quest’anno, ad aprire due Beni da riscoprire e da vivere, in occasione delle Giornate di Primavera del Fondo Ambiente Italiano 2019.

Ancora una volta abbiamo voluto scegliere dei Luoghi significativi, che potessero mostrarsi ai visitatori con un percorso originale, capace di far riscoprire un pezzo importante della storia e della Bellezza del nostro territorio.

Il Fai di Reggio Calabria ha scelto Seminara, una città che non finisce mai di sorprendere e affascinare.

Sabato 23 e domenica 24 marzo, con orario ininterrotto dalle 10 alle 18, il Fai, ed in particolare la delegazione di Reggio Calabria guidata da Rocco V. Gangemi, ha selezionato come “Beni Aperti” della Giornate di Primavera la Chiesa di San Marco Evangelista e la Basilica Santuario della Madonna dei Poveri.

La Chiesa di San Marco Evangelista è stata edificata dopo il terremoto del 1783, forse sul sito dell’antica chiesa dei Minori Osservanti. Oltre all’altare maggiore, che assembla elementi marmorei di varia provenienza tra cui spiccano le due allegorie della Fede e della Speranza, e agli altari laterali attribuibili per la maggior parte a marmorari e scalpellini siciliani databili in un vasto arco temporale compreso tra il XVI e il XVIII secolo, spicca una delle più pregevoli opere di Antonello Gagini: “la Madonna degli Angeli”. Databile agli inizi del Cinquecento, rappresenta una Madonna dallo sguardo assorto con il bambino molto espressivo e vitale; sul piedistallo è raffigurata la Dormitio Virginis; il dossale, sempre marmoreo, raffigurante l’Epifania attribuito a Giovanni Battista Mazzolo della prima metà del Cinquecento, nelle cui lunette vi sono l’Angelo e l’Annunziata ai lati, la Pietà con la Madonna San Giovanni e Nicodemo nella zona centrale; ed infine il frammento superstite della pala marmorea che raffigura, sulla vetta del monte Tabor, gli apostoli Pietro, Giovanni e Giacomo e che è stata attribuita a Martino Montanini.

La Basilica, gravemente danneggiata da un susseguirsi di terremoti e ricostruita nel 1922, è caratterizzata da un interno neo-romanico, e conserva testimonianze artistiche provenienti dalle chiese ormai distrutte del centro storico. Sull’altare maggiore, oltre a due statue in marmo raffiguranti San Pietro e Paolo, attribuite al Gagini, molto degradate per essere state a lungo esposte all’aperto, vi è l’edicola che ospita la statua lignea della Madonna dei Poveri del XII secolo, collocata sopra un ricco trono argenteo completo di baldacchino, di manifattura napoletana della fine del Settecento ed eseguito su commissione del canonico Onofrio Sanchez. La statua in legno della Vergine nera si inserisce nella diffusione dell’omonimo culto mariano di origine siciliana. Notevoli opere databili al Cinquecento sono anche il fonte battesimale (che rappresenta uno degli esemplari più eleganti e monumentali di questa tipologia), la statua in marmo della Maddalena, eseguita dallo scultore siciliano Rinaldo Bonanno – che riprende come modello l’analogo soggetto eseguito dal Gagini – e la Madonna con Bambino detta degli Uccellari, attribuita alla bottega di Martino Montanini con l’assistenza dell’allievo Giuseppe Bottone.

“Perché Seminara? Per il 2019, la novità della più grande festa di piazza dedicata ai beni culturali del nostro Paese sarà FAI ponte tra culture, il progetto del FAI che si propone di amplificare e raccontare le diverse influenze culturali straniere disseminate nei beni aperti in tutta Italia. Molti di questi luoghi testimoniano la ricchezza derivata dall’incontro e dalla fusione tra la nostra tradizione e quella di altre culture e Seminara con la sua storia è tra i luoghi che meglio testimoniano quanto fermento culturale abbia animato il nostro territorio”. Spiega così la scelta del Beni Aperti 2019 il capodelegazione del Fai di Reggio Calabria, Rocco V. Gangemi.

“Basti pensare – continua Gangemi – che molte fonti riconducono la nascita dell’odierna cittadina di Seminara alla fine del X secolo, dopo la distruzione della vicina Taureana e della sua Diocesi da parte dei Saraceni. Parliamo dunque di una storia lontana che, miracolosamente, si è conservata in preziosissime testimonianze, di recente restaurate e riconsegnate a tutti noi. Una storia che incrocia culture, saperi e sensibilità: un territorio già popolato da monaci basiliani – dove le istanze

greche perdurarono ben oltre lo stanziarsi dei Normanni – una città che svolse un ruolo di presidio della cultura greca, con intellettuali della caratura del monaco basiliano Barlaam, teologo, filosofo, matematico ed astronomo egli fu tra i più importanti intellettuali del 1300 e di Leonzio Pilato, traduttore dell’Iliade e maestro del Petrarca e di Boccaccio, furono proprio loro all’epoca chiamati a costruire un dialogo e quindi un ponte fra la cultura orientale e quella occidentale.

“L’apertura della Chiesa di San Marco Evangelista e della Basilica – fa notare il Capo delegazione del Fai di Reggio – saranno punti di partenza per una più intensa scoperta della storia di Seminara: sito strategico fra la piana di Palmi e lo Stretto, ebbe infatti un ruolo importante nelle guerre dell’età normanna e angioino-aragonese e fu infeudata ai Ruffo e poi agli Spinelli che la tennero con titolo ducale fino al 1806. Il suo patrimonio storico artistico e architettonico è a dir poco notevole: costituito da chiese, edifici signorili e reperti mobili, Seminara è il più grande contenitore di statuaria rinascimentale della Calabria con statue del Gagini e della sua scuola e dei maggiori scultori dell’epoca operanti fra la Sicilia e la Calabria, statue, scannelli, ciborî, paliotti marmorei, bassorilievi del sec. XVI d’interesse storico, argenterie religiose, per la maggior parte esposti oltre che nelle chiese, anche nel locale Museo della Basilica. Sarà questa visita l’introduzione alla scoperta di Seminara, della sua storia, dei suoi beni culturali, delle sue tradizioni con gli affascinanti laboratori artigianali dove si producono le meravigliose e tipiche ceramiche. Siamo pertanto particolarmente felici di presentare queste Giornate di Primavera 2019 perché crediamo che solo la conoscenza porti l’amore per questa storia e per questi luoghi. E che dall’amore possa nascere la cura e la passione per tutelare, comunicare, valorizzare questo patrimonio per l’oggi e per il futuro”.

“Per tale ragione, guardando al domani – conclude Gangemi – anche quest’anno siamo orgogliosi dei nostri “messaggeri”, i giovani Apprendisti Ciceroni, studenti delle scuole della provincia reggina che il Fai sceglie come speciali ambasciatori del nostro patrimonio: saranno loro infatti a guidare i numerosi visitatori alla scoperta dei Beni aperti per queste imminenti Giornate Fai 2019”.

E gli speciali “messaggeri” che, insieme ai volontari del Fondo Ambiente italiano, saranno le guide deputate a condurre in questo viaggio speciale i visitatori e i soci saranno gli studenti degli Istituti di Istruzione Superiore “Nicola Pizi” di Palmi e del Liceo Ginnasio “San Paolo” di Oppido Mamertina.

Le Giornate FAI di Primavera a Seminara si concluderanno domenica 24 marzo alle 18,30 presso la Chiesa di San Marco Evangelista con il concerto dell’Orchestra da Camera del Conservatorio “Fausto Torrefranca” di Vibo Valentia.

Si segnalano inoltre, nell’area della Città Metropolitana, le Giornate FAI di Primavera curate dalla Delegazione della Locride e della Piana nel Comune di San Giorgio Morgeto con visite al Convento Domenicano, alle chiese ed al Castello Normanno.

Anche quest’anno i volontari ed il Gruppo Giovani del Fondo Ambiente Italiano di Reggio Calabria hanno offerto il proprio contributo per il più importante evento di piazza dedicato ai beni culturali in Italia.

La 27ª edizione delle Giornate FAI di Primavera ha ricevuto la Targa del Presidente della Repubblica quale premio di rappresentanza e si svolge in collaborazione con la Commissione Europea e con la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Protezione Civile, con il Patrocinio del Ministero per i beni e le attività culturali, di tutte le Regioni e le Province Autonome italiane, di Rai Responsabilità Sociale e con la Media Partnership di TG1, RAINEWS24, RAI TGR e RADIO1, per la nostra edizione in particolare con il patrocinio di Regione Calabria, Città Metropolitana di Reggio Calabria e Città di Seminara.

Per il quinto anno consecutivo le Giornate di Primavera chiudono la settimana dal 18 al 24 marzo dedicata dalla Rai ai beni culturali in collaborazione con il FAI.

Sostieni la Fondazione con l’iscrizione,
con un contributo facoltativo o fino al 31 marzo invia un sms al 45584
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CON POSSIBILITÀ DI ISCRIVERSI AL FAI IN LOCO.

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Delegazione FAI di Reggio Calabria
IL Capo Delegazione
Rocco Vittorio Gangemi

RC 16 marzo 2019
GIORNATE FAI DI PRIMAVERA – 27^ Edizione – 23/24 marzo 2019

Scheda storica

Molte fonti riconducono la nascita dell’odierna cittadina di Seminara, alla fine del X secolo, a causa della distruzione della vicina Taureana e della sua Diocesi, da parte dei Saraceni. In un territorio già popolato da monaci basiliani dove le istanze greche perdurarono ben oltre lo stanziarsi dei Normanni, la città, insieme ad altri vetusti insediamenti monastici, svolse un ruolo di presidio della cultura greca, per la presenza di due intellettuali, il monaco basiliano Barlaam Calabro, filosofo e astronomo e Leonzio Pilato traduttore dell’Iliade su richiesta di Petrarca e Boccaccio.
Per la sua posizione strategica fra la piana di Palmi e lo Stretto, Seminara ebbe un ruolo importante nelle guerre dell’età normanna e angioino-aragonese e fu infeudata ai Ruffo e poi agli Spinelli che la tennero con titolo ducale fino al 1806. Ad opera del primo feudatario Carlo Spinelli nella prima metà del XVI secolo, fu dotata di una cinta muraria difensiva merlata, munita di bastioni quadrangolari scarpati e di porte urbiche. Più volte distrutta dai terremoti, e rasa al suolo da quello del 1783, venne ricostruita a pianta regolare con struttura a scacchiera incentrata su un’ampia piazza centrale destinata a mercato, e fu nuovamente distrutta dal terremoto del 1908. Più tardi ricostruita ancora una volta, possiede un patrimonio storico artistico e architettonico notevole costituito da chiese, edifici signorili e reperti mobili (statue del Gagini e della sua scuola, ciborî, paliotti marmorei, bassorilievi del sec. XVI d’interesse storico, argenterie religiose ecc.) per la maggior parte esposti oltre che nelle chiese, anche nel locale Museo diocesano.
Il percorso di visita si incentra sulle chiese di San Marco Evangelista, e della Matrice che aggiunse accanto al tradizionale titolo dell’Immacolata anche quello della Madonna dei Poveri.
La prima è stata edificata dopo il terremoto del 1783 forse sul sito dell’antica chiesa dei Minori Osservanti. Oltre all’altare maggiore che assembla elementi marmorei di varia provenienza tra cui spiccano le due allegorie della Fede e della Speranza, e agli altari laterali che ricompongono mensoloni, pale, paliotti, tabernacoli, dossali, attribuibili per la maggior parte, a marmorari e scalpellini siciliani databili in un vasto arco temporale compreso tra il XVI e il XVIII secolo, spiccano le seguenti opere: una delle più pregevoli di Antonello Gagini: “la Madonna degli Angeli” databile alla prima metà del Cinquecento che rappresenta una madonna dallo sguardo assorto con il bambino molto espressivo e vitale; sul piedistallo è raffigurata la Dormitio Virginis; il dossale sempre marmoreo, raffigurante l’Epifania attribuito a Giovanni Battista Mazzolo della prima metà del Cinquecento, nelle cui lunette sono l’Angelo e l’Annunziata ai lati, la Pietà con la Madonna San Giovanni e Nicodemo nella zona centrale; il frammento superstite della pala marmorea che raffigura sulla vetta del monte Tabor, gli apostoli Pietro, Giovanni e Giacomo e che è stata attribuita a Martino Montanini.
La chiesa Matrice gravemente danneggiata da un susseguirsi di terremoti, e ricostruita nel 1922, è caratterizzata da un interno neo-romanico pur conservando testimonianze artistiche provenienti dalle chiese ormai distrutte del centro storico. Sull’altare maggiore oltre a due statue in marmo raffiguranti

San Pietro e Paolo, attribuite al Gagini, molto degradate per essere state a lungo esposte all’aperto, è l’edicola che ospita la statua lignea della Madonna dei Poveri datata al XII secolo e collocata sopra un ricco trono argenteo completo di baldacchino, di manifattura napoletana della fine del Settecento, eseguito su commissione del canonico Onofrio Sanchez. La statua in legno della Vergine nera si inserisce nella diffusione dell’omonimo culto mariano di origine siciliana. Notevoli opere databili al Cinquecento sono anche il fonte battesimale che rappresenta uno degli esemplari più eleganti e monumentali di questa tipologia, la statua in marmo della Maddalena eseguita dallo scultore siciliano Rinaldo Bonanno che riprende come modello l’analogo soggetto eseguito dal Gagini, e la Madonna con Bambino detta degli Uccellari, attribuita alla bottega di Martino Montanini con l’assistenza dell’allievo Giuseppe Bottone.
Si segnalano inoltre importanti opere scultoree della metà del 1500 nella Chiesa di San Michele, in particolare il dossale dell’Epifania di Martino Montanini e due altorilievi raffiguranti San Pietro e San Paolo dello stesso autore. Sempre dello stesso periodo nella Chiesa di Sant’Antonio è conservata la statua della Madonna col Bambino attribuita ad un seguace di Giovanbattista Mazzolo.
Sono molti i frammenti di opere provenienti dagli edifici e dai monumenti dell’antica Seminara distrutta dal terremoto del 1783 che oggi si trovano ricollocati oltre che nelle chiese anche in alcuni edifici civili, fra i più significativi i cinquecenteschi bassorilievi provenienti dai resti del monumento al duca Carlo Spinelli attribuiti alla bottega di Andrea Calamech che celebrano importanti avvenimenti storici della città fra cui l’ingresso trionfale dell’imperatore Carlo V avvenuta il 3 novembre 1535, posti all’interno della sede del Comune.
La visita non potrà trascurare il quartiere dei ceramisti costituito da circa una dozzina di “fornaci di pignate” attive fin dagli anni Cinquanta del secolo scorso di cui quattro conservano integri gli impianti produttivi e di questi soltanto una è mantenuta in attività dagli artigiani proprietari.
Imponenti anche i resti della città antica come l’Ospedale degli Innocenti, gli Archi di Rosia che costituivano i contrafforti della cinta muraria ai piedi dell’antica cittadella fortificata, i ruderi di Palazzo Mezzatesta e la Fontana di Rosia.

Maria Teresa Iannelli

Bibliografia:
“Sacre Visioni” catalogo mostra Reggio Calabria 16 dicembre 1999-20 febbraio 2000, De Luca editore, Roma 1999;
“Scripturae et Imagines. I Codici Leontei nella cultura calabrese tra XI e XV secolo”, catalogo mostra Reggio Calabria 3-30 novembre 2001, editrice Monteleone, Vibo Valentia 2001;
Monica De Marco “Seminara”, Le Guide di Esperide, Stampasud s.r.l., Lametia Terme 2010;
Monica De Marco (a cura di) “Seminara. Dall’arte dei pignatari alla Ceramica d’arte” Stampasud s.r.l., Lametia Terme 2011.

Al Castello Aragonese ritorna “Raccontami un Castello”: teatro, arte e narrazione

Dopo il successo della prima edizione, torna al Castello Aragonese di Reggio Calabria “Raccontami un Castello – nuovi percorsi di narrazione”, il festival di narrazione che valorizza le risorse del territorio calabrese e, al contempo, ospita eventi di interesse nazionale. Per la seconda edizione, che continua a porre come location cardine uno dei luoghi simbolo della città, propone ben

tredici giorni di attività che si snodano tra teatro, letture, laboratori, mostre, proiezioni e incontri legati all’arte della narrazione. Il programma, che va dal 12 al 24 marzo 2019, è stato presentato in un’innovativa e agile conferenza stampa on line (ancora reperibile sulla pagina facebook de La Biblioteca dei Ragazzi) nella Sala SpazioTeatro dove, per l’occasione, è intervenuto Roberto Anglisani che proprio in questi giorni, nello storico spazio teatrale calabrese, ha condotto un Laboratorio di teatro- narrazione. Il risultato finale dello stesso avrà il suo culmine martedì 12 marzo alle 17:00 in una performance conclusiva. È stata la direttrice artistica Anna Calarco a presentare il lungo e articolato programma: grazie a un progetto de La Biblioteca dei Ragazzi, Cooperativa Sociale Onlus che si occupa di promozione e diffusione della lettura in tutte le sue forme (con particolare riferimento al campo della narrativa per ragazzi), nasce un festival che valorizza location e mission. Il castello nell’immaginario collettivo è sempre un luogo di sogno e non c’è nulla di più adatto a ospitare un viaggio che vedrà tra gli ospiti oltre lo stesso Roberto Anglisani, Carlo Gallo, Beatrice Masini, Nati per Leggere, SpazioTeatro e Circolo del Cinema Cesare Zavattini. Da segnalare la Prima Nazionale di un autore calabrese che si sta facendo spazio nelle segnalazioni della grande critica nazionale: con lo spettacolo di teatro narrazione: ‘N cielo e n’ terra torna Carlo Gallo del Teatro della Maruca. Uno spazio importante è, inoltre, riservato ad alcune donne che con il loro carattere determinato ma, soprattutto, con le loro straordinarie competenze hanno cambiato la storia: Ipazia, Emily Dickinson, Antonia Pozzi, Pina Bausch, che saranno protagoniste sia nelle illustrazioni di Pia Valentinis che attraverso le parole della scrittrice Beatrice Masini. Ma anche tramite reading a cura de La Biblioteca dei Ragazzi e grazie all’attenzione del Circolo del Cinema Zavattini. Continua il legame importante con le scuole del territorio grazie a incontri e matinée che mettono al centro la narrazione come strumento di tradizione e, al contempo, di contemporaneità: la compagnia SpazioTeatro proporrà “ La vera storia del Pifferaio di Hamelin ”. Un evento per tutte le età, quindi, che offrirà la possibilità di conoscere la narrazione in tutti i suoi linguaggi. Il programma completo si può trovare su
www.raccontamiuncastello.it

D come Djemdé Torna la Rassegna sugli strumenti musicali dall’Arpa alla Zampogna del MUSTRUMU

Il Museo dello Strumento Musicale presenta “D come Djembè”, il quarto appuntamento  della rassegna sugli strumenti musicali intitolata “dall’Arpa alla Zampogna”.  Dopo il successo delle edizioni precedenti che hanno visto docenti, studenti, musicisti, maestranze ed appassionati, entusiasti per questi splendidi eventi, arriva  adesso il Djambé uno degli strumenti probabilmente più antichi al mondo e tra i più diffusi.

Il djembe è un tamburo a calice originario dell’Africa occidentale, in particolare della Guinea Conakry, Mali, Burkina Faso, Senegal e Costa d’Avorio e nelle sue diversificazioni in tutta l’Africa e nel resto del mondo. Il djembe è composto da un calice in legno ricoperto da pelle di capra o più raramente di mucca e da un sistema di tiraggio della pelle stessa, formato da corde e da cerchi metallici. Viene suonato a mani piene e ha tre colpi principali, lo slap (suono acuto), il tone (suono medio) ed il bass (suono basso). Si tratta di uno strumento che raramente viene utilizzato in solo: si suona piuttosto insieme ad altri tamburi e ad altri strumenti che, attraverso composizioniritmiche, danno vita ad una poliritmia in cui intervengono degli “a solo” per ogni tamburo.

L’evento è realizzato grazie al cofinanziamento della Regione Calabria nell’ambito della diffusione di eventi culturali sul nostro territorio Il programma della rassegna prevede la realizzazione di una Masterclass e Workshop sul Djembé e sugli gli stili musicali tipici, una “mostra”, dedicata, nei locali del Mustrumu, visione di video e dimostrazioni dal vivo, vedrà inoltre la realizzazione di un Convegno Nazionale che inquadra il Djembé come mezzo di comunicazione  non verbale e troverà il suo culmine in un festival con 4 eventi intitolati così: Il Djembè nella musica: Jazz – Rock – Pop e dei Cantastorie.
La  direzione artistica Musicale è affidata a Luca Scorziello, i vari eventi sono organizzati con la collaborazione ed il supporto di Enzino Y Barbaro, Daniele Colistra, Baba Sissoko, Fulvio Cama, Eugenio Celebre e Domenico Macheda
Si tratta di una iniziativa unica nel suo genere, che ha un bacino di utenza sicuramente non legato ai confini regionali o nazionali, un tamburo che unisce vari continenti. 
L’iniziativa parte oggi 8 Marzo con la “Mostra sul Djembè” a cura di Enzo Barbaro che rimarrà esposta fino al 10 Maggio, in queste due mesi vedremo svolgersi tutta la rassegna con date dedicate.
Il secondo appuntamento è invece per la Masterclass “Il Djembé, ensemble, solismo, organici aperti ed insoliti.” a cura del Griot Baba Sissoko nei giorni che vanno dal 18 al 21 Marzo 2019 presso i locali del Museo dello Strumento Musicale.
La Masterclass è gratuita ed ha il solo costo dell’ingresso al museo e a tutti gli iscritti saranno rilasciati attestati di partecipazione.

Chi volesse iscriversi potrà farlo inviando una email all’indirizzo: info@mustrumu.it con il proprio nome e cognome e numero di telefono.

Per maggiori informazioni consultare www.mustrumu.it o i social del Museo dello Strumento Musicale.

I Reggini dichiarano il proprio amore alla città

Reggio per il terzo anno festeggia San Valentino con i propri cittadini, questo grazie all’iniziativa del comune denominata “I LOVE RC”, per dar modo ai reggini di dimostrare il proprio amore verso la città, che li ricambia.

Quindi via alle foto, tutte scattate rigorosamente con il cellulare, nei principali siti di Reggio, cosi appare in pena piazza Duomo una scritta con tanto di cuore floreale per dichiarare il proprio amore alla città, ma anche alla persona amata, tanti i selfie scattati, ma anche tante pose, di persone di ogni età, e naturalmente di curiosi che passando si sono interessati.

Seconda tappa, il castello aragonese che si illumina del logo dell’evento, risplendente nella maestosità delle sue mura, che una volta proteggevano la città dalle invasioni, ed ora simbolo di romanticismo, una volta di più Reggio ed i reggini si dichiarano amore eterno.

Legato all’iniziativa anche un hashtag per Instagram, #ILOVERC , con cui le persone hanno pubblicato i propri scatti, per poterli poi rivedere sul maxi schermo dello stadio Granillo nel corso dell’intervallo del match della squadra amaranto.

Quindi appuntamento al prossimo anno, con l’augurio che questo amore sia duraturo e che sia espresso tutto l’anno, con atteggiamenti, consoni e di educazione civica, che molte volte manca al popolo reggino.

Tanos: la Casa dei Racconti ospita gli Abruzzesi d’Argentina a SpazioTeatro

Secondo appuntamento con la Casa dei Racconti di Spazio Teatro, ormai rimasta una delle poche realtà a portare cultura e teatro in città, che questa volta accoglie per la seconda volta la compagnia Teatro del Sangro, con il suo: “TANOS – Abruzzesi d’Argentina”.
Tanos deriva dalla contrazione del termine: “Napoletanos”, con cui gli Argentini etichettavano i migranti italiani, indipendentemente dalla loro regione di provenienza.
Una storia quella di Domenico e Rosa, interpretati da Stefano Angelucci Marino e Rossella Gesini, che inizia negli anni 50 in un’Italia che si ritrova a dover fare i conti con il dopoguerra, e con la povertà che ne consegue, quindi meglio sperare in un futuro migliore in una terra semi sconosciuta, che rimanere in Abruzzo e sperare in un miracolo.


Quindi via dall’Italia con la più iconica “Valigia di cartone”, verso un futuro sconosciuto e contro il volere dei genitori, perche l’Argentina è alla fine del mondo, quindi ecco che i due sposini si imbarcano su una nave che li porterà nella terra promessa, ma il viaggio non è privo di problemi e inconvenienti, visto anche il problema della lingua e della burocrazia.
Ma alla fine il sogno si realizza, finalmente una casa, un lavoro e un figlio, grazie alla comunità italiana che già viveva in Argentina, perché gli italiani sono tutti compaesani, e tra compaesani si ci aiuta.
Uno spettacolo che ci ricorda che una volta eravamo noi gli immigrati, e chi migra non lo fa di certo a cuor leggero, ma spinto da bisogni veri e dalla voglia di cercare un futuro che sembra ormai scomparso nella propria terra.