Nella Chiesa di Santa Caterina i Mattanza riportano il “Cantu da Passioni”

I Mattanza tornano ormai come da tradizione con “Cantu da Passioni” nel periodo di Pasqua. Questa volta lo spettacolo che narra le ultime 24 ore di Gesù, ma da una prospettiva tutta diversa, quella di Maria che osserva il proprio figlio portato dapprima in giudizio e poi alla crocifissione. Il testo originale impiegato come punto di partenza di questo lavoro è ’U rivoggiu da Passioni (‘L’orologio della Passione’). 
Recuperato da Mimmo Martino, il testo ha rappresentato il punto di partenza di questo lavoro, costruito dai Mattanza mettendo insieme brani tratti dalla cultura popolare, tutti tramandati oralmente, dai racconti che la signora Nannina, donna Lucrezia, Cicciu u Barberi e tanti altri hanno fatto, a Mimmo Martino che, nell’arco degli ultimi trent’anni, ha percorso il territorio calabrese al fine di incontrare la gente che ancora conserva nella propria memoria stupende pagine di letteratura popolare.


Ma Cantu, non è solo tradizione ma anche in qualche modo innovazione, grazie anche all’inserimento di Lorenzo Pratico alla voce narrante, ruolo interpretato da Mimmo Martino prima della sua dipartita. Prima dell’inizio dello spettacolo, tenutosi nella Chiesa Di Santa Caterina, hanno preso la parola dapprima il parroco e poi padre Giovanni Ladiana, che ha spiegato come Mimmo abbia creato l’opera, per poi ricordare l’umanità di Gesù e di Maria, che hanno avuto le nostre stesse identiche sofferenze.
Mentre Mario Lo Cascio, indica Cantu da Passione, come un monito verso la violenza, la povertà e le mafie che non amano i propri figli, ma che diventa un atto di speranza e di riscatto, che si ritrova nelle donne e nelle madri come Maria.