Nel borgo di San Salvatore “L’antico carnevale Agropastorale della Vallata del Sant’Agata”

Martedì 5 marzo 2019 presso il borgo di San Salvatore, sulle colline di Reggio Calabria si svolgerà “L’antico carnevale Agropastorale della Vallata del Sant’Agata”.
Un appuntamento da non perdere con un Carnevale particolare ed inusuale.
Nel borgo infatti, fortunatamente ancora si conserva un antichissimo Carnevale, le cui origini si perdono nella notte di e tempi. La festa si svolge tradizionalmente nel giorno del Martedì grasso, secondo un rituale rimasto invariato nel corso degli anni. Ogni martedì di Carnevale, sin dal primo pomeriggio le strade del paese si riempiono di maschere, i cosiddetti mascarati, travestiti con vecchi abiti dimessi e macabri, che sfilano in un corteo al suono di zampogne e tamburello, guidati dal capo maschera u puddicinedda, anch’esso travestito ma col viso scoperto. Le maschere tradizionali hanno un aspetto macabro, raffigurano mostri, diavoli, vecchi, e sono realizzate con materiali poveri e di riciclo, come stracci e catene, frutto della fantasia degli abitanti. Spesso, attraverso una pungente satira, raccontano episodi politici o di attualità, ma rimandano anche a miti leggende di origine agro-pastorale. Il corteo percorre tutto il paese e si sofferma ad ogni piazza per danzare, guidati dall’occhio vigile di un altro importante protagonista che è u mastru i ballu, che insieme u puddicinedda invita i mascarati a farsi nu giru a fora u primu (ballo tradizionale della area calabrese). Il tutto è accompagnato dalle farse.
Ospite fondamentale di tutto il corteo sarà il Re Carnevale, costituito da un pupazzo di paglia che viene tenuto in trono e fatto girare per il paese. A fine corteo, tutte le maschere si fermano nella piazza più grande del paese, mostrando finalmente il loro viso, e raggruppandosi in cerchio assistono al rogo del pupazzo che personifica il Re Carnevale, continuando a danzare per il resto della serata al suono di tarantella. Al termine delle danze tutte le maschere ormai smascherate, si rifocillano agli appositi stand che distribuiscono la pietanza tradizionale dell’occasione “le polpette”.
Lo storico Orlando Sorgonà, in una sua pubblicazione, rintraccia origini greco latine in quello che è il Carnevale di San Salvatore.
Quest’anno, per salvaguardare e valorizzare questo importante patrimonio culturale immateriale si è tenuto anche un convegno presso la sala conferenze del Castello Aragonese di Reggio Calabria (domenica 24 febbraio).
L’iniziativa, organizzata dalla Pro Loco Reggio Calabria San Salvatore in sinergia con il Comune di Reggio Calabria – Assessorato alla valorizzazione del patrimonio culturale, ha come finalità quella di preservare e tramandare alle future generazioni un così prezioso patrimonio culturale, quasi completamente inedito dal punto di vista antropologico (non risultano più Carnevali simili in tutta la provincia) e che rischia altrimenti di scomparire.
Programma:

  • Ore 14.00 Raduno delle Maschere presso piazza Addolorata a San Salvatore. – Ore 15.00 Sfilata del corteo mascherato per le vie del paese al suono di zampogna, con sosta nelle principali piazze per assistere e partecipare a balli e farse Carnascialesche. – Ore 18.00 Raduno in piazza Addolorata per la tradizionale bruciatura del Fantoccio di Carnevale. Ballo in piazza aperto a tutti al suono di organetto, zampogna e tamburello. – Ore 18.30 Degustazione di vino e polpette tradizionali.
    Per saperne di più sul Carnevale Storico di San Salvatore si consiglia di consultare il sito web dell’associazione:
    www.prolocosansalvatore.rc.it

Rc 4 marzo 2019

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