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La storia di Bova

Il comune di Bova è arroccato sul versante orientale dell’Aspromonte a 915 metri sul livello del mare e a 9 km da Bova Marina. Le sue origini sono antichissime come testimoniano i ritrovamenti risalenti ad epoca neolitica. Proprio queste testimonianze fanno pensare che le rocche del castello ospitarono un insediamento umano di età preistorica. Così come i numerosi elementi di fattura certamente greca, del primo periodo di colonizzazione, testimonierebbero la presenza di antichissime comunità. Va detto infatti che nell’VIII e VI secolo a c, nell’ambito del vasto movimento migratorio dalla Grecia verso occidente, sorsero lungo la fascia costiera ionica calabrese numerosi insediamenti e colonie. Narra la leggenda che Bova venne fondata da una regina greca che, sbarcata lungo la costa, è risalita verso l’interno fino a scegliere quale sua dimora la cima del colle di Bova, proprio dove ora sorge l’antico castello. La storia racconta di continue incursioni da parte dei pirati sulle coste dello Jonio reggino, tanto da spingere le popolazioni sempre più verso l’entroterra. Incursioni che si facevano sempre più feroci. Pian piano anche le fortezze di montagna divennero preda dei pirati. Tra queste anche Bova. Con la dominazione normanna anche questo comune entrò nel periodo feudale. Antichissima sede vescovile, nel 1577 Bova fu colpita da una terribile pestilenza. Complice narra la storia di un carico arrivato già infetto dalla peste, e il caldo del periodo, il male si diffuse rapidamente. Arrivò il XVI secolo e Bova tornò preda dei turchi. Vennero realizzate delle nuove torri di guardia guardia lungo tutto il litorale calabrese. Altra data importante nella storia di Bova è il 1783, quando un violento terremoto scosse la vita contadina del luogo. Fu il tempo dei Borboni. E poi nel 1943, il tempo del bombardamento che compromise in maniera importante l’abitato e uccidendo ben 23 cittadini bovesi.

Oggi come ieri, Bova viene considerata la capitale della cultura grecanica in Calabria. Tante le manifestazioni legate alle sue radici. Tra queste la festa patronale di San Leo il 5 di maggio. Così come le feste di agosto in onore della Madonna e di San Rocco. Un’occasione anche per festeggiare i tanti immigrati che per il periodo estivo fanno ritorno a casa anche dall’estero. Tra le leggende degne di nota, va raccontato che una di queste vuole la città di Bova fondata da una regina che in tempi antichi avrebbe salvato le sue genti portandole sul monte Vua. Dal nome latinizzato, Bova appunto, chiamato così perché luogo adatto al ricovero dei buoi. Da qui  nasce lo stemma rappresentante il bue, cui in epoca cristiana, fu aggiunta la figura della Madonna col Bambino. Oggi come ieri tutte le contrade del paese hanno nomi di derivazione greca, come ad esempio: Luppari – Brigha o Bucissà. Altra curiosità tutta moderna però, è la locomotiva di Bova. A vapore e discretamente conservata, vuole rappresentare le ferrovie ed i Bovesi che lavorarono come tali. Ma indubbiamente è la curiosità che suscita nel turista di passaggio, chiamato inconsapevolmente a interrogarsi su come questa sia riuscita a risalire quella montagna, a siglare un’attrazione di successo.