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Morpho Blu ospita il concerto dei Mattanza

Volge al termine presso l’Atelier di Pittura Giuliano Fazzari, l’evento “Morpho Blu, un’impercettibile danza che incanta”, organizzato dall’associazione Oltreimari in collaborazione con l’associazione Emozione Natura. Un evento molto particolare articolatosi in due sessioni, la prima durante le mattinate che hanno visto protagonisti i più piccoli alla scoperta della natura, tramite specifici laboratori; la seconda dedicata all’arte nelle sue molteplici sfaccettature, partendo dalla poesia, per poi passare all’arte, e concludendosi con la musica, il tutto immerso in uno scenario quanto mai suggestivo, e circondato dalle farfalle.

La nascita di una delle farfalle durante la manifestazione


La conclusione proprio della sessione artistica, tenutasi principalmente nelle ore serali, è stata affidata alla musica etnica dei Mattanza, con un concerto che si tinge di blu, per accogliere l’incantevole volo delle farfalle, in una commistione di musica, arte e natura.
A caratterizzare il concerto è stato l’irresistibile crocevia di suoni e liriche che attingono dalla tradizione popolare calabrese con tutta la potenza della saggezza antica, ma con la freschezza di una nuova concezione musicale, solo in parte etnica, molto di più visione ellittica di atmosfere sonore e paesaggi melodici.

Nella Chiesa di Santa Caterina i Mattanza riportano il “Cantu da Passioni”

I Mattanza tornano ormai come da tradizione con “Cantu da Passioni” nel periodo di Pasqua. Questa volta lo spettacolo che narra le ultime 24 ore di Gesù, ma da una prospettiva tutta diversa, quella di Maria che osserva il proprio figlio portato dapprima in giudizio e poi alla crocifissione. Il testo originale impiegato come punto di partenza di questo lavoro è ’U rivoggiu da Passioni (‘L’orologio della Passione’). 
Recuperato da Mimmo Martino, il testo ha rappresentato il punto di partenza di questo lavoro, costruito dai Mattanza mettendo insieme brani tratti dalla cultura popolare, tutti tramandati oralmente, dai racconti che la signora Nannina, donna Lucrezia, Cicciu u Barberi e tanti altri hanno fatto, a Mimmo Martino che, nell’arco degli ultimi trent’anni, ha percorso il territorio calabrese al fine di incontrare la gente che ancora conserva nella propria memoria stupende pagine di letteratura popolare.


Ma Cantu, non è solo tradizione ma anche in qualche modo innovazione, grazie anche all’inserimento di Lorenzo Pratico alla voce narrante, ruolo interpretato da Mimmo Martino prima della sua dipartita. Prima dell’inizio dello spettacolo, tenutosi nella Chiesa Di Santa Caterina, hanno preso la parola dapprima il parroco e poi padre Giovanni Ladiana, che ha spiegato come Mimmo abbia creato l’opera, per poi ricordare l’umanità di Gesù e di Maria, che hanno avuto le nostre stesse identiche sofferenze.
Mentre Mario Lo Cascio, indica Cantu da Passione, come un monito verso la violenza, la povertà e le mafie che non amano i propri figli, ma che diventa un atto di speranza e di riscatto, che si ritrova nelle donne e nelle madri come Maria.

Silvio Barbiero è Edipus a SpazioTeatro


Silvio Barbiero

Penultimo appuntamento con la rassegna teatrale: “La Casa dei Racconti” di SpazioTeatro, questa volta ad andare in scena è la riscrittura, da parte di una delle voci più rappresentative del teatro contemporaneo, Giovanni Testori, di un classico della tragedia greca, Edipus. Edipus messo in scena da uno straordinario Silvio Barbiero, che torna a SpazioTeatro dopo Groppi d’amore nella scuraglia, non è soltanto una riscrittura, ma anche uno spettacolo dentro lo spettacolo, con l’attore che interpreta Scatorchio della compagnia degli sgroppanti amorosi, che a causa di un diverbio viene abbandonato dai suoi compagni, ritrovandosi a portare in scena, da solo in dramma di Edipo, con tutti gli inconvenienti associati al dover interpretare più ruoli.


Ma questa sembra essere solo una scusa per interagire in continuazione con il pubblico, in pieno concetto di sfondamento della quarta parete, ed ecco quindi che Scatorchio dapprima chiede alle persone del pubblico di fare da figuranti, poi di aiutarlo nei cambi d’abito tra una scena e l’altra.
Ma è nei panni dei personaggi di Edipus, che Barbiero da il meglio di se, sciorinando rime e giochi di parole in continuazione, in una lingua strana che unisce dialetti e greco, procedendo con una personale ricerca intorno alle potenzialità del teatro di elaborare lingue inedite ed espressive, che è una delle punte estreme della ricerca linguistica del drammaturgo lombardo che si appella alla conoscenza del mito da parte dello spettatore per riscriverlo ed incarnarlo nel corpo di un teatrante.

Nella Giornata Mondiale dell’Autismo, Reggio si veste di blu

Il 2 aprile si celebra La giornata mondiale per la consapevolezza sull’autismo, un giorno riconosciuto a livello internazionale per incoraggiare gli Stati membri delle Nazioni Unite a prendere misure per sensibilizzare riguardo le persone con autismo in tutto il mondo.

La giornata è stata designata dalla risoluzione 62/139. Giornata mondiale per la consapevolezza sull’autismo dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, approvata in Consiglio il 1º novembre 2007 e adottata il 18 dicembre 2007.

Come ogni anno in molte città italiane e del mondo verranno illuminati di blu i più importanti monumenti a testimonianza della vicinanza della comunità alle persone con autismo e alle loro famiglie.

Naturalmente anche Reggio da il suo contributo, e non lo fa solo illuminando i suoi palazzi di blu, ma anche con un flashmob artistico, che ha visto la centralissima piazza Italia, ricoprirsi di barchette di carta colorate, simbolo di un viaggio verso un diverso modo di essere, ed di intendere l’autismo.

Il flashmob è stato realizato dall’associazione sportiva dilettantistica @bilmente presente sul territorio, all’interno del progetto Spin con Cusi e Cus Reggio Calabria per lo sport e l’inclusione, l’iniziativa è stata patrocinata dal Comune di Reggio Calabria.

Grande partecipazione a Seminara per le Giornate FAI di Primavera 2019

(foto di Roberto Canzoneri) Grande partecipazione a Seminara per questo fine settimana dedicato alle Giornata FAI di Primavera 2019. La Chiesa di San Marco Evangelista e la Basilica Santuario della Madonna dei Poveri, ma anche il vecchio borgo dei Pignatari insieme al museo loro dedicato rivivono negli occhi entusiasti dei visitatori.

Seminara 24 marzo 2019

L’iniziativa Global Greening, colora di verde Reggio

Il 17 marzo è ormai notoriamente, il giorno di San Patrick (San Patrizio), santo patrono dell’Irlanda, che grazie alla globalizzazione ormai viene festeggiato nel mondo, con fiumi di birra, è colorandosi di verde ,colore identificativo dell’Irlanda e del suo patrono, ma anche delle tante creature del mito irlandese.


.Il 17 marzo è ormai notoriamente, il giorno di San Patrick (San Patrizio), santo patrono dell’Irlanda, che grazie alla globalizzazione ormai viene festeggiato nel mondo, con fiumi di birra, e colorandosi di verde, colore identificativo dell’Irlanda e del suo patrono, ma anche delle tante creature del mito irlandese. Tutto il mondo ha omaggiato l’isola verde e anche in Italia, hanno cambiato colore il Colosseo e l’Ambasciata d’Irlanda a Roma, la Torre Pendente di Pisa, il Pozzo di San Patrizio, la Fortezza Albornoz e il Palazzo Municipale a Orvieto, Castel Nuovo (Maschio Angioino) e Castel dell’Ovo a Napoli, il Gazebo di Terrazza Mascagni e il Cisternino di città a Livorno, il Palazzo ex Convento dell’Annunziata a Matera, la Cascata Isola del Liri (in provincia di Frosinone), Piazza Mercurio a Massa e il Fidenza Village di Fidenza. Quindi tutto il mondo si vestirà di verde, in Italia, cambieranno colore il Colosseo e l’Ambasciata d’Irlanda a Roma, la Torre Pendente di Pisa, il Pozzo di San Patrizio, la Fortezza Albornoz e il Palazzo Municipale a Orvieto, Castel Nuovo (Maschio Angioino) e Castel dell’Ovo a Napoli, il Gazebo di Terrazza Mascagni e il Cisternino di città a Livorno, il Palazzo ex Convento dell’Annunziata a Matera, la Cascata Isola del Liri (in provincia di Frosinone), Piazza Mercurio a Massa e il Fidenza Village di Fidenza.

Ed anche Reggio Calabria ha deciso di partecipare alla decima edizione dell’iniziativa Global Greening, promossa da Turismo Irlandese, tingendo di verde. il Castello Aragonese e la Sala dei Bronzi di Riace nel Museo Archeologico di Reggio Calabria, accodandosi cosi, a più di 380 monumenti e siti nel mondo che si sono tinti In occasione della festa di San Patrizio Anche quest’anno Instagram si è popolato di foto di monumenti, torri e siti illuminati di verde grazie a #Italialovegreen, il contest organizzato da Turismo Irlandese in occasione del Global Greening.

I Reggini dichiarano il proprio amore alla città

Reggio per il terzo anno festeggia San Valentino con i propri cittadini, questo grazie all’iniziativa del comune denominata “I LOVE RC”, per dar modo ai reggini di dimostrare il proprio amore verso la città, che li ricambia.

Quindi via alle foto, tutte scattate rigorosamente con il cellulare, nei principali siti di Reggio, cosi appare in pena piazza Duomo una scritta con tanto di cuore floreale per dichiarare il proprio amore alla città, ma anche alla persona amata, tanti i selfie scattati, ma anche tante pose, di persone di ogni età, e naturalmente di curiosi che passando si sono interessati.

Seconda tappa, il castello aragonese che si illumina del logo dell’evento, risplendente nella maestosità delle sue mura, che una volta proteggevano la città dalle invasioni, ed ora simbolo di romanticismo, una volta di più Reggio ed i reggini si dichiarano amore eterno.

Legato all’iniziativa anche un hashtag per Instagram, #ILOVERC , con cui le persone hanno pubblicato i propri scatti, per poterli poi rivedere sul maxi schermo dello stadio Granillo nel corso dell’intervallo del match della squadra amaranto.

Quindi appuntamento al prossimo anno, con l’augurio che questo amore sia duraturo e che sia espresso tutto l’anno, con atteggiamenti, consoni e di educazione civica, che molte volte manca al popolo reggino.

Tanos: la Casa dei Racconti ospita gli Abruzzesi d’Argentina a SpazioTeatro

Secondo appuntamento con la Casa dei Racconti di Spazio Teatro, ormai rimasta una delle poche realtà a portare cultura e teatro in città, che questa volta accoglie per la seconda volta la compagnia Teatro del Sangro, con il suo: “TANOS – Abruzzesi d’Argentina”.
Tanos deriva dalla contrazione del termine: “Napoletanos”, con cui gli Argentini etichettavano i migranti italiani, indipendentemente dalla loro regione di provenienza.
Una storia quella di Domenico e Rosa, interpretati da Stefano Angelucci Marino e Rossella Gesini, che inizia negli anni 50 in un’Italia che si ritrova a dover fare i conti con il dopoguerra, e con la povertà che ne consegue, quindi meglio sperare in un futuro migliore in una terra semi sconosciuta, che rimanere in Abruzzo e sperare in un miracolo.


Quindi via dall’Italia con la più iconica “Valigia di cartone”, verso un futuro sconosciuto e contro il volere dei genitori, perche l’Argentina è alla fine del mondo, quindi ecco che i due sposini si imbarcano su una nave che li porterà nella terra promessa, ma il viaggio non è privo di problemi e inconvenienti, visto anche il problema della lingua e della burocrazia.
Ma alla fine il sogno si realizza, finalmente una casa, un lavoro e un figlio, grazie alla comunità italiana che già viveva in Argentina, perché gli italiani sono tutti compaesani, e tra compaesani si ci aiuta.
Uno spettacolo che ci ricorda che una volta eravamo noi gli immigrati, e chi migra non lo fa di certo a cuor leggero, ma spinto da bisogni veri e dalla voglia di cercare un futuro che sembra ormai scomparso nella propria terra.

Lunami inaugura il nuovo spazio espositivo d’arte Agapào

E’ stato inaugurato, in via Aschenez 76, un nuovo spazio espositivo d’arte, l’atelier Agapào di Luisa Malaspina, in arte Lunami. Già a prima vista appena entrati, ci accorgiamo che l’ambiente è particolare e molto differente dai soliti atelier d’arte. Un ambiente con molti richiami alla cultura orientale, con tavolini per la cerimonia del te, e spazi per la meditazione. I richiami al Giappone sono forti ed evidenti anche nei quadri dell’artista, in cui ci sono ci sono rimandi al simbolismo orientale e ai kanji, gli ideogrammi tradizionali della scrittura, come ci dice la stessa Lunami. L’atelier non sarà solo uno spazio aperto all’arte ma anche un luogo di meditazione e scambio di energie, per poter alleggerire la propria anima, tramite percorsi di meditazione e studio.


Naturalmente la prima mostra ospitata è quella dell’artista, ma comunque sarà aperta a tutti quegli artisti che vorranno esporre le proprie opere, che siano quadri, forme letterarie o di meditazione.

I Mattanza presentato “Luna Turca” il primo singolo di “Magnolia”

I Mattanza hanno presentato ufficialmente, alla stampa, “Luna Turca” primo singolo estratto dal loro nuovo lavoro: “Magnolia” prodotto da Sveva Edizioni. Il singolo anticipa di qualche mese l’uscita dell’album, che è prevista per fine marzo inizio aprile 2019, e che conterrà 12 canzoni, tra cui alcuni inediti. Il nuovo lavoro dei Mattanza si discosta lievemente dalla loro impronta più classica, per andare a cercare sonorità nuove in ambito progressive, genere molto amato da Mimmo Martino, proprio per questo risulta molto naturale l’evoluzione del gruppo in questa direzione.

Luna Turca è il primo passo verso questa nuova avventura. Il brano pur non essendo un inedito, era già presente in uno dei loro vecchi lavori, è stato riarrangiato appositamente per dare più spazio alla voce di Rosamaria Scopelliti, che diventa cosi ufficialmente la voce principale. Il brano vede anche l’inserimento dei cori maschili, che rappresentano un po’ una novità per il gruppo. 
La chitarra battente si intreccia allora al basso elettrico, le note di una lira calabrese riecheggiano sui battiti di una darabuka, un riqq, un duff arabi: il risultato è un perfetto connubio fra world music e tradizione popolare del Sud.
La sua realizzazione è anche il frutto della collaborazione con diversi musicisti vicini al progetto Mattanza: tra gli altri, Giuseppe Cacciola, primo percussionista della Filarmonica del Teatro alla Scala di Milano, Giacomo Farina, percussionista dei Kunsertu, e Pasquale Faucitano, che ha diretto in questa occasione il quartetto d’archi dell’Orchestra del Teatro “Francesco Cilea” di Reggio Calabria.

Ad accompagnare l’uscita del singolo, anche il relativo videoclip – per la regia di Claudio Martino e Rosario Di Benedetto – a cui fa da cornice il suggestivo Teatro Andromeda di S. Stefano Quisquina (AG). Il video è disponibile sul canale YouTube Mattanza, all’indirizzo bit.ly/lunaturca, oltreché sulla pagina Facebook http://facebook.com/mattanza.org e sul sito ufficiale www.mattanza.org