“Natu u pecuraru”

 ‘Ra timpa vard’o mundu all’anch’all’ariu

E pensa chi stamu ièndu avant’arrèru

‘Rrivàmmu o tempu i fari l’abbentàriu

Sinno a natura s’incazza pi ‘daveru.

Iddhu rispetta u ciclu ri stagiuni

Sapi aùndi non poti pasculari

Quando ci servi ‘mpugna nu furcùni

I stati ‘nchiana a munti e in ‘nbernu a mari

‘Nu pocu i cosi storti e troppu strani

Notau inveci ‘nto restu ru reàmi

A genti chiama escort i puttani

E preferisci u latru o falignami

Pi non parràari poi ri vecchi suli

Ri giùvini sbandati e senza strati

I bùffunu ‘nto bonu i minni e culi

E i mammi i definìnisciunu scienziati.

Pòviri fissa non capiscìru nent

Non c’è piacìri s’a mangiatura è ‘mbàscia

Certi lavùri ti ìamprunu a menti

E quando cogghi frutti inchi ‘na càscia

U pecuraru è u ‘chiù forti i tutti

Sippùru ch’è ‘na vita che nascìu

Esti modernu e a tutti l’autri futti

P’ vicinanza mi ci parra a Dìu

Natu fu postiàatu cu pacienza

Mentri circava a sintonizzazioni

E quando chi truvau ‘ddha frequenza

Scattaru i fotu c’a rappresentazioni

 

 

di Fortunato A. dedicato alla mostra fotografica “Sulle orme dei pastori” (Pentedattilo)

 

L’anima immortale del rosmarino

A queste latitudini cresce quasi fosse una pianta autoctona presente dalla notte dei tempi. Oggi come ieri però, il rosmarino, pianta perenne con un arbusto che può arrivare a raggiungere anche oltre i due metri di altezza, è una delle erbe più apprezzate in cucina. Insostituibile il suo sapore con gli arrosti e la carne. Spesso però viene utilizzato negli ultimi anni anche come pianta ornamentale. Proprio per la sua capacità di adattamento a terreni anche abbastanza sabbiosi tipici di queste zone, è possibile vederlo anche sul lungomare. Molto caratteristici i suoi fiori che sono di colore azzurro tendente al violetto. Una leggenda racconta che i fiori di questa pianta un tempo erano bianchi quando però la Madonna, durante la fuga in Egitto, lasciò cadere il suo mantello su una pianta di rosmarino, i fiori diventarono azzurri.
Diverse anche le proprietà curative che vengono assegnate a questa pianta. Non meno importante il suo ruolo nella storia della vita degli eroi. Da Napoleone che si dice amasse sentire il suo profumo mentre si concentrava per la prossima battaglia, a Ovidio che nelle Metamorfosi, racconta la storia della principessa di Persia Leucotoe, che sedotta da Apollo, dovette subire l’ira del padre, che la uccise per la sua debolezza.
Sulla tomba della principessa i raggi del sole penetrarono fino a raggiungere le spoglie della fanciulla, che lentamente si trasformò in una pianta dalla fragranza intensa, dalle esili foglie e dai fiori viola-azzurro pallido. Da questa leggenda deriva l’usanza degli antichi Greci e Romani di coltivare il rosmarino come simbolo d’immortalità dell’anima.

Semi o piantine nell’orto?

Semi o piantine? Con l’arrivo della bella stagione, sono in tanti quelli che riscoprono dalla cantina, vasi di terracotta e plastica per ricoprire il balcone di verde. E se è vero che molti contenitori finiranno per accogliere fiori stagionali per far bella la casa, sono sempre di più quelli che anche a costo di usare cassette di plastica e una busta per fondo, amano riscoprire l’orto in casa. Per i più esperti, l’esperienza è già cominciata qualche settimana addietro per altri la sfida resta ancora lì: semi o piantine? Ovvio che i costi sono diversi, ma anche la cura tra principianti e “professionisti” del vaso può fare la differenza nel finale questa estate quando in tavola sarà gara al peperoncino più bello. Indubbiamente i semi richiedono tanta tanta cura, mentre le piante diciamo, che potrebbero sopravvivere a qualche errore di valutazione, tra acqua versata a mò di cascata sulle malcapitate, o viceversa dimenticanza totale della suddetta. E allora il consiglio resta quello: piantine per i più attenti, semi da rimandare il prossimo anno o da coltivare seguendo i consigli della nonna!

La primavera e il mito del mandorlo in fiore

Racconta Omero che Acamante salpò al seguito degli Achei per combattere la guerra di Troia al fianco di Ulisse. La guerra durò dieci lunghi anni, durante i quali Fillide attese l’amato Acamante. Conquistata e distrutta la città di Troia, i greci cominciarono a fare finalmente ritorno in patria. I guerrieri fecero dunque ritorno a casa. Ma non vedendo fra essi Acamante, Fillide era ormai certa che che l’amato fosse caduto fra le vittime dalla guerra. La principessa, quindi, non vedendo ancora per giorni Acamante si convinse e che il proprio amato fosse scomparso, e per la disperazione, si lasciò morire. La dea Atena, commossa da questa struggente storia d’amore, decise di trasformare Fillide in uno splendido albero di mandorlo. Acamante in realtà non era morto e quando seppe che Fillide era stata trasformata in albero abbracciò la pianta che per ricambiare le carezze fece prorompere dai suoi rami fiori anziché foglie. L’abbraccio si ripete ogni anno quando i fiori del mandorlo annunciano la primavera.


La leggenda del cedro

di David Lewis (Discover Excellence) – Quando racconti la Calabria, inevitabilmente finisci per parlare di lui: il cedro. Le origini di questo agrume sono molto antiche e ancora oggi oggetto di dibattito tra gli esperti. La maggioranza ritiene che fosse conosciuto sin dai tempi degli antichi egizi oltre 4000 anni fa. E proprio secondo questa interpretazione, la sua diffusione si lega agli Ebrei, che nel loro peregrinare lo coltivarono in Palestina, prima, ed in Europa, poi. Altri però ritengono il cedro sia invece originario dell’antica Persia. Importato in Europa niente mento che dalle truppe di Alessandro Magno nel VI° secolo a.C.. Quale che sia stata la sua origine in terra italica, la coltivazione del cedro dopo una fase fiorente, venne progressivamente abbandonata in favore di altre colture. Oggi il suo nome è legato quasi esclusivamente alla cosiddetta “Riviera dei Cedri”. La fascia costiera dell’alto Tirreno cosentino tra Tortora e Diamante, dove nel tempo ha trovato il suo habitat naturale grazie ad un microclima caratterizzato da temperature miti tutto l’anno. Va detto pure che la coltivazione di questo frutto, necessita di particolari cure. Basti pensare ad esempio alle dimensioni della pianta che costringono ad effettuare una raccolta esclusivamente in ginocchio, tra spine che natura ha voluto a difesa di rami e tronco. Questo aspetto quasi sacrale della raccolta, unitamente alle sue presunte origini, potrebbero spiegare in parte l’importanza che il cedro ha sempre ricoperto nella cultura ebraica. Tanto da dedicargli un ruolo esclusivo nella festa del Sukkòt, detta anche “Festa del Raccolto”. Continua a leggere

Debutto dello Stretto al Vinitaly

In questi giorni 15 aziende vitivinicole di eccellenza della provincia reggina, le aziende dell’Ecostrada del Vino e dei sapori della Costa Viola e le aziende della Strada dei vini e dei sapori della Locride, sono protagoniste al Vinitaly di Verona nell’ambito del progetto “Reggio Calabria provincia enoica”. Un appuntamento che rappresenta anche un debutto dello Stretto alla manifestazione. Per l’occasione in uno spazio appositamente dedicato sono stati organizzati: convegni, seminari, talk show e degustazioni guidate con gli abbinamenti di vini e sapori tipici della nostra terra. Clicca qui

La crisi e l’orto in casa

In questi tempi di crisi tra conti in rosso e stipendi arretrati, dicono gli addetti ai lavori, va sempre più di moda l’orto in casa. Balconi, cortili e vecchi terreni abbandonati da qualche anno a questa parte si sono trasformati in veri e propri negozi di ortofrutta fai da te. Certo per la maggior parte lo spazio a disposizione è davvero poco ma a volte basta anche quello. Dovete sapere infatti che per avere in tavola, con tutto l’orgoglio del caso, la lattuga “home-made” (fatto in casa) basta davvero poco spazio. Questo ortaggio infatti non richiede grandi profondità per le sue radici ed ecco allora un piccolo vaso da balcone pronto a trasformarsi in mini serra da lattuga. Assolutamente prova di additivi chimici, gustosa e facile da crescere. Buon appetito!

La diga del Menta

La neve resta ancora alta nonostante le temperature attorno alla diga del Menta. Questo scatto è  stato realizzato questa mattina.

Nuove eruzione dell’Etna

Una nuova fase eruttiva, la quarta dell’anno, è in corso sull’Etna con spettacolari emissioni di fontane di lava e attività stromboliana dal nuovo cratere di Sud-Est. L’effetto più visibile è una colonna di cenere nera alta 6-7 chilometri che si disperde in direzione est, ben visibile anche sullo Stretto. Dalla ‘bocca’ emerge una colata, bene alimentata, che si dirige nella desertica Valle del bove. Il vento, molto debole, porta la cenere verso est-nord est. I boati sono avvertiti distintamente dalla popolazione dei paesi dell’hinterland etneo. Secondo gli esperti dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia di Catania l’attività, cominciata poco dopo le 5.30, ha avuto la sua fase ‘esplosiva’, poco dopo le 8. Il fenomeno per il momento non avuto ripercussioni sul traffico aereo.

Le proprietà del miele

Anche ai piedi di Pentedattilo con l’arrivo di questo inizio primavera cominciano a farsi avanti le prime api. A loro si deve la produzione del miele. Anticamente unico alimento capace di zuccherare bevande e pasti. Le prime arnie risalirebbero addirittura al VI millennio a. C.. Proprio per le sue caratteristiche e proprietà oltre che in cucina anticamente veniva usato anche nel campo della medicina con capacità afrodisiache e anti tossiche. Di grande valore anche nelle cerimonie religiose quale elemento prezioso per le offerte votive. Il suo ruolo andò pian piano scemando con l’arrivo dello zucchero. Ma oggi come ieri le api continuano a produrlo raccogliendo tra i fiori quelle sostanze zuccherine necessarie alla sua realizzazione. Prima fra tutte il nettare dei fiori. Le api con pazienza, raccolgono questa sostanza che poi viene accumulata nell’alveare. Con il tempo e una tecnica ben precisa usata da questi insetti, la sostanza viene privata dell’acqua, complice l’aria. Quindi trasferito nelle cellette per la conservazione. Nasce così il miele. Di grande apporto calorico, conta in media un 72% di zuccheri. Ma all’interno del miele sono presenti altre sostanza importanti, come le vitamine. Importante poi la sua azione antibatterica, nota sin dall’antichità. Sarà capitato anche a voi di vedere la nonna zuccherare il tè con il miele quando siete raffreddati. Ogni tipo di miele poi (ad esempio di acacia, di tiglio etc.) ha diverse proprietà e qualità. Tra le tante qualità esistenti, la differenza più nota è quella tra miele liquido e quello più cristallino. I trattamenti termici usati per mantenere il miele allo stato liquido, spiegano gli esperti, privano il prodotto di molti principi nutritivi. È quindi preferibile acquistare quello cristallizzato che mantiene invariate le proprietà.